Smp21 Lab incontra Giorgia Madiai

Nasco a Livorno nel 1971: sono una figlia d’arte che dal padre, il pittore Mario Madiai, ha imparato prima di tutto a guardare e a fare tesoro di quanto succedeva intorno a se. Entrata come pittrice all’Università Middlesex di Londra, ne esco nel 1999 come fotografa. Mi concentro prevalentemente sulla stampa, che negli anni raffino con degli acidi particolari (il Lith Printing per esempio) e con le carte più idonee a raggiungere gli obiettivi ai quali tendo. Dopo essere stata chiusa per anni in camera oscura, nel 2005 incontrato Paolo Garzella, che tutt’oggi ritengo essere il mio maestro per avermi ha iniziato alla fotografia digitale: un mondo che tuttavia, ha aperto le porte a fin troppi sedicenti artisti e alle loro idee geniali o provocatorie. In fondo mi piace considerarmi un po’ come un’artigiana: una fotografa all’antica che guarda alle sue opere come se fossero dei quadri.Il lavoro che mi appartiene di più è quello sul carattere femminile. Mi piace osservare le altre donne: guardarle, studiarle, dare loro la confidenza necessaria a catturarne il lato erotico. Recuperare quella bellezza e quella certa femminilità ormai quasi scomparse che hanno lasciato il posto a stupide veline e immagini di donne irreali con ben poco da dire. Il mondo femminile è un universo ricco e complesso che riesco a raccontare anche in funzione di un rapporto di amicizia che mi lega alla maggior parte dei miei soggetti.

Mi piace definirmi pittrice.